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5-25.09.16 EXPLORE Pescherie di Giulio

COMUNICATO STAMPA
EXPLORE Pescherie di Giulio
mostra a cura di Paolo Citterio, David Palterer, Luigi Spinelli
Beccherie di Giulio Romano
dal 5 al 25 settembre 2016
Inaugurazione 5 settembre 2016, ore 17:00
 

Il Politecnico di Milano - Polo di Mantova presenta EXPLORE Pescherie di Giulio, mostra a cura di Paolo Citterio, David Palterer, Luigi Spinelli, nelle Beccherie di Giulio Romano dal 5 al 25 settembre 2016.
L’iniziativa del Politecnico di Milano-Polo di Mantova si inserisce nel calendario promosso da Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 “Il Rio e le splendide Beccherie. Le Beccherie di Giulio Romano, restituite alla città, si trasformano in Loggia dell’Arte, in teatro di narrazione, in spazio espositivo, in luogo da vivere”.

Questo il racconto che sarà narrato in mostra dai docenti e dagli studenti  del Politecnico di Milano – Polo territoriale di Mantova dei corsi in Architectural and Urban Design – Architectural Heritage Design Studio (Paolo Citterio) e in Architectural Design – Architectural Design Studio (David Palterer e Luigi Spinelli):
Progettare nelle città storiche europee significa rimettere in gioco ogni nostra acquisizione, tanto a riguardo dei fatti passati, quanto di quelli presenti. Le tecniche e i materiali, gli usi e i costumi locali, la memoria collettiva e l'oblio, la permanenza e la distruzione delle tracce costituiscono un unico grande palinsesto in movimento. Le Pescherie e le Beccherie vecchie di Giulio Romano a Mantova sono state a lungo lo “stomaco” della città, un luogo metabolico e un perfetto riassunto del complesso intreccio tra materiali, saperi, gusti, bisogni pregressi e  correnti con cui si deve confrontare il progettista contemporaneo. Sono quindi, per strategica collocazione intra res, una sorta di tomografo degli strati urbani sedimentati. Costruite intorno al 1536 sopra una struttura medioevale e sullo sfondo di un'ideale organico della città del Rinascimento, di cui Giulio Romano si fece latore, si configurano come un'opera utilitaria e popolare pur attingendo ad un repertorio architettonico colto ed arguto. Si tratta di una struttura che certo rientra nella grande tradizione europea del “ponte abitato” e per altri versi è anche da assimilarsi all’uso, tipicamente mediterraneo, dei “fondachi”. In questo senso la sua caratteristica fondamentale è stata il costruirsi per sovrapposizione, unendo funzioni e scale diverse. Oggi la frammentazione a cui il comparto è arrivato dopo cinque secoli di lente modificazioni urbane, repentini crolli, ragionate e vaste demolizioni, modeste ricostruzioni, rappresenta un paradossale, ma preciso inventario della sua storia. Senza dubbio l’ambito delle Pescherie è ancora oggi un nodo importante nella vita cittadina, una soglia tra tessuti diversi, un passaggio obbligato. La sua miglior tutela passa certo per la profonda conoscenza e il rispetto dei manufatti storici, ma va indagata anche attraverso gli strumenti del progetto contemporaneo. Nasce così un ritratto a più mani di ciò che il complesso delle Pescherie vecchie potrebbe ancora rappresentare per Mantova. Un ritratto “dal vero” poiché si è servito dell’aiuto costante di vari soggetti istituzionali che hanno indicato le reali problematiche del luogo; un ritratto di un soggetto in movimento, poiché ora spetta a tutti la rimessa in campo degli stimoli fin qui provati, attraverso un ulteriore esperimento collettivo di cui, forse, si intravedono i profili e le prospettive.

In collaborazione con l’associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani.

 

 

 


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