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29.01.15 Lezione di Rubén Garcia Rubio

COMUNICATO STAMPA

Le brugole, i martelli e i cacciavite nell’architettura

Un percorso per l’architettura di Louis I. Kahn

29 gennaio 2015, ore 14.30, aula A.0.2., campus

L'architettura dell’architetto americano Louis I. Kahn (1901-74) è cambiata radicalmente nel 1950. È stata tale la trasformazione che è difficile trovare il suo marchio confondibile in opere così diverse come la miesiana Casa Parasol (1944) o la palladiana Casa Fleisher (1959). Tutte queste differenze sono state ampiamente riconosciute dai ipiù importanti critici di architettura e anzi, alcuni di loro anche si avventurano a situare quel processo di cambiamento mentre Kahn era all'Accademia Americana a Roma tra il 1950 e il 1951. E assolutamente hanno ragione, ma in termini di tempo e di luogo. Perchè la vera domanda si pone quando devono stabilire le ragioni di un cambiamento così radicale in un breve soggiorno a Roma. La risposta, tuttavia, è più difficile ....

I tre mesi che Kahn trascorsi a Roma sono stati davvero intensi. La sua posizione era un’architetto residente (RAAR). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare che fosse più una sorta di un amico del college di un professore. Il suo lavoro gli ha permesso di viaggiare e anzi lo ha incoraggiato tanto, che Kahn ha fato tanti viaggi. Alcuni di questi viaggi erano nelle vicinanze di Roma, ma anche ha fatto un viaggio lontano che lo ha portato all’Egitto e alla Grecia. Questo viaggio Mediterraneo è anche molto conosciuto per i bellisimi disegni. Anche alcuni critici architettonici indicano un possibile influenza di questo viaggio nella sua opera posteriore. Ma nessuno si è fermato a indagare su di esso finora.

La lezione dell’architetto Rubén García Rubio, come parte della sua Tesi di Dottorato, proverà a trovare queste trace romane nella opera di Louis I. Kahn. Ma per fare questo l’architetto spagnolo analizzarà la opera di Louis Kahn  a partire dei vari strumenti progettuali e compositivi che l’architetto americano ha potuto portarsi da Roma. Da questa forma, la “struttura vuota”, gli “spazi serviti-serventi” o la “stanza” diventano le brugole, i martelli e i cacciavite nell’architettura del maestro americano Louis I. Kahn.

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